Prima di investire in marketing, bisogna sapere cosa stai cercando di ottenere, cosa te lo impedisce e cosa dovrai smettere di fare. Questo lavoro serve a rispondere a queste tre domande, nel giusto ordine.
La diagnosi strategica è un lavoro a tempo delimitato che serve a fare una cosa sola: rendere esplicite le decisioni che oggi sono implicite.
Nelle aziende il marketing viene spesso chiamato quando la pressione aumenta e i risultati non arrivano. Questo quasi mai accade per mancanza di attività — al contrario: accade per un eccesso di attività e l'assenza di una direzione condivisa.
E, alla fine, il marketing viene usato per compensare: si aggiungono iniziative, si cambiano fornitori, si provano nuovi canali. Non si toglie mai nulla, non si decide mai davvero.
La diagnosi strategica serve per interrompere questo circolo vizioso prima che produca altro rumore.
In questi casi, fermarsi ad analizzare non aggiungerebbe chiarezza, ma ritardo.
Spesso il problema consiste in una decisione che non è stata presa, una convinzione non supportata dall'analisi, una direzione che va rimessa in discussione.
Funziona solo se anche tu sei dentro il processo, dedicando tempo e attenzione. Devi essere disposto ad assumerti le conseguenze delle scelte. Non funziona quando il marketing viene esternalizzato per evitare di esporsi, quando consulenti e fornitori diventano un cuscinetto tra le decisioni e le loro conseguenze.
Prima di procedere, una domanda: se alla fine di questo lavoro emergesse che il problema non è il marketing, saresti disposto ad affrontarlo comunque?
Se la risposta è sì, ha senso parlarne.
Una conversazione per capire se questo lavoro ha senso per la tua situazione specifica. Nessun impegno, nessun preventivo a freddo.